Tempio storico di Mulgirigala

Mulgirigala data la sua fondazione al 2nd secolo aC e fu rinomata nei secoli per la sua magnifica biblioteca. Era l'orgoglioso vanto dei suoi monaci che una copia di ogni libro scritto in Lanka, religioso o secolare, durante i 2000 anni del regno dei suoi re, compresi molti rari originali, riposasse nella loro biblioteca. La tradizione vuole che da tutta l'isola studiosi, sapienti e scribi venissero a Mulgirigala per fare copie di questi libri; sostare per lunghi periodi a studiare e meditare nelle grotte sottostanti la grande roccia. La biblioteca stessa era ospitata in alcune di queste grotte, così fresche e così salubri da leggere e lavorare, un "clima" e un ambiente così gentili con i manoscritti di Ola, da mantenerli freschi e intatti, liberi dal decadimento per innumerevoli decenni.

Il suo vertice; coperto di macchia, il piccolo stupa bianco restaurato negli ultimi anni, sembra fluttuare tra le nuvole, sembrando abbastanza gentile attraverso gli alberi e poi bruscamente, all'improvviso ci si trova alla fine della carrareccia e c'è Mulgirigala: un fantastico, ripido, anche leggermente scoraggiante; una massa di roccia alta e frastagliata, cupa nella sera indaco, scarna come un'acquaforte di età senza età. Pesante, perché si è più abituati a percorrere strade sconnesse, lisce, diritte, orizzontali, si intraprende la salita; passo su ripido, gradino dritto salito, spirito che vola molto più avanti di piedi goffi; raggiunse la rozza piattaforma rocciosa, dove si trova il tempio insieme ai santuari devale. E la piccola pozza d'acqua dolce scavata sul bordo della roccia, che, ti dicono, non si è mai prosciugata, nemmeno nella siccità più profonda e bruciante.

Seduto sulla pietra, un vecchio monaco assorto nei suoi pensieri, contempla di nuovo, forse per la millesima volta, la stupenda scena che si svolge sotto di lui. Dolcemente uno si avvicinò a lui in punta di piedi, restio a disturbarlo ma ansioso di vedere la campagna che si stendeva sotto di lui in file di verde variegato; ogni livello è suddiviso in "fazzoletti" dai bordi irregolari di marrone e giallo, oro e verde. Si poteva solo meravigliarsi. Per miglia e miglia, incatenato, l'occhio era libero di vagare su quegli infiniti acri.

La vista è superba dall'alto del sito; a sud, a perdita d'occhio, le acque dell'Oceano Indiano. In lontananza, la vista abbraccia la magnifica catena di montagne dalle classiche colline di Kataragama, la catena di Uva, l'alto altipiano delle pianure di Horton e il picco di Adam fino alle altezze più vicine e alle colline minori di Morawak Korale. La grande roccia di Mulgirigala e le grotte sottostanti utilizzate come centro di meditazione nell'antichità.

Nei tempi antichi, gli uomini alla ricerca di quella serenità interiore sfuggente erano venuti a vivere nelle caverne, abbandonando il mondo per trovare la pace e l'illusione che tanto desideravano lì nel nucleo oscuro della roccia. Con il progresso della civiltà buddista, fu istituita una fondazione monastica a Mulgirigala. Era un luogo naturale per coloro che desideravano scegliere lo "stato benedetto" e raggiungere la "beatitudine suprema". La storia attribuisce la fondazione buddista a Saddhatissa, nominato sovrano di Ruhuna dopo che suo fratello, il re Dutugemunu, aveva riconquistato il trono di Lanka e unito il paese, e la data è data come 137 aC. Le gesta militari sono state di portata eroica nei dintorni di Mulgirigala e sono sancite dalla nostra storia, ma non per questo il luogo è famoso, secondo i monaci.